Il primo fu tal Clemente I , quarto vescovo di Roma, che nel 97 abdicò in favore di Evaristo, poiché esiliato dall’Imperatore Traiano.
L’ultimo fu Gregorio XII che il 4 luglio 1415 rinunciò all’ufficio di romano pontefice, risolvendo così una annosa disputa tra papi ed antipapi.
L’eccezionalità della renuntiatio pontificalis è sotto gli occhi di tutti, ma ancor di più stupiscono le motivazioni che hanno portato Joseph Ratzinger a compiere tale gesto.
Infatti nel concistoro ordinario dell'11 febbraio 2013 Benedetto XVI ha annunciato la sua rinuncia «al ministero di Vescovo di Roma, Successore di San Pietro», con decorrenza della Sede Vacante dalle ore 20.00 del 28 dello stesso mese, con queste parole: "Dopo aver ripetutamente esaminato la mia coscienza davanti a Dio, sono pervenuto alla certezza che le mie forze, per l’età avanzata, non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero petrino".
Ma se la salita al soglio pontificio significa accettare un percorso di vita pari alla ascesa sulla Croce di Gesù Cristo, ritengo personalmente labile tale spiegazione.
A tal proposito vorrei Ricordare le vite dei papi, da Pio XII a Giovanni Paolo II.
Ritornano alla mente le continue visioni estatiche, i continui momenti di obnubilazione che caratterizzarono gli ultimi tre anni di vita di Papa Pacelli. Come non dimenticare Papa Roncalli, consumato dalla malattia , che profuse tutte le sue ultime forze per indire e dirigere il Concilio Vaticano II che vide protagonista anche un giovane Joseph Ratzinger. Arriviamo quindi a Papa Wojtyla che più si è avvicinato alla Passione del Cristo.
Credo quindi che ben altre ragioni abbiano spinto Benedetto XVI a seguire il percorso di Celestino V, del quale il nostro Ratzinger si è sempre mostrato devoto ammiratore, anche se potremmo considerare tale scelta solo figlia della coerenza di un pontefice tedesco, visto che fu proprio il fido Ratzinger ad invitare Giovanni Paolo II ad abdicare dal trono di Pietro subito dopo aver portato a termine le fatiche del Giubileo del 2000, a causa delle precarie condizioni di salute del Beato Karol Wojtyla.
Un numero incredibile di scandali hanno caratterizzato il Pontificato di Benedetto XVI
Si è passati dai casi di pedofilia che hanno coinvolto le diocesi e le arcidiocesi di Irlanda, Austria, Italia, Belgio, Paesi Bassi, Germania, Svizzera, Spagna, Regno Unito e Malta, dal 2009 al 2010, al caso Maciel Degollado e i Legionari di Cristo, non dimenticando la revoca della scomunica ai 4 vescovi Lefebvriani negazionisti nel 2009, proseguendo con la gestione del mistero Orlandi e lo IOR, continuando con la amministrazione dissennata delle finanze vaticane da parte del Salesiano Cardinal Bertone , finendo con la vicenda del “corvo” Paolo Gabriele, il maggiordomo del papa colto con le mani nel sacco della sottrazione di una enorme quantità di documenti riservati di papa Ratzinger per consegnarli alla stampa, lasciando apparire giustificato il sospetto che qualche potente del Vaticano rema da tempo contro il pontificato di Benedetto XVI.
La sensazione che Joseph Ratzinger rinunci alla Missione di Vicario di Cristo, a causa di un sentimento di disgusto provato per un Curia Romana corrotta e decadente, lontana anni luce dal messaggio ecumenico cristiano, credo sia più che fondato.
A mio giudizio siamo davanti ad un evento di portata storica ma sottovalutato incomprensibilmente dall'opinione pubblica.
Non siamo certamente di fronte alla realizzazione dell'ultima profezia del famigerato Malachia sulla fine di Roma e della Chiesa, preconizzante il “giudizio finale”, ma certamente le “dimissioni” di Joseph Ratzinger porteranno alla revisione, alla modernizzazione della figura del santo padre; non più essere sovrannaturale dotato di tutti i poteri per esercitare sovranità immediata su tutta la Chiesa Universale, su ciascuna chiesa particolare e in materia di dottrina, infallibile in materia di fede e di morale quando il pensiere viene espresso ex cathedra, ma un alto magistrato della Chiesa eletto da un alto consesso curiale con un preciso mandato a termine.
Joseph Ratzinger, ultimo monarca assoluto della Chiesa di Roma, ha tracciato il solco per una Casa di Cristo repubblicana pronta ad un nuovo Concilio Vaticano e forse più vicina alle esigenze di una società refrattaria a capire un passato glorioso oramai troppo lontano.
